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tesi di anita silva

HI))((LO. Paesaggi sonori

“Il paesaggio sonoro del mondo è una composizione indeterminata sulla quale non possediamo alcuna disponibilità di controllo, oppure ne siamo noi stessi i compositori e gli esecutori, siamo noi i responsabili della sua forma e della sua bellezza?”  R. Murray Schafer

Partendo dallo studio del testo Il Paesaggio Sonoro di R. Murray Schafer e approfondendo le teorie riguardanti l’ecologia acustica, ovvero lo studio degli effetti prodotti dall’ambiente acustico sulle caratteristiche fisiche e sui modelli di comportamento degli esseri che vi abitano, voglio sfruttare il Casello all’Arco della Pace come spazio in cui il visitatore prenda consapevolezza della propria presenza e del proprio ruolo di esecutore, autore ed ascoltatore all’interno del paesaggio sonoro che lo circonda.

Uno spazio pervaso da una struttura sensibile, che reagisce alla presenza umana, al suo movimento e che esplora il rapporto uomo-ambiente.
Un percorso in cui si passa gradualmente dall’esterno all’interno, dal rumore della città fino al silenzio.

Il percorso è composto in 3 parti
1_ AMPLIFICARE I SUONI DELLA CITTA’, TRAFFICO
2_GRADUALE ISOLAMENTO DAI SUONI ESTERNI
3_ISOLAMENTO TOTALE camera anecoica

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HI))((LO è un’installazione sonora site-specific all’Arco della Pace a Milano.
Un progetto basato sull’analisi del paesaggio sonoro di un’area caratterizzata dalla presenza di due ambienti contrastanti.

Il Casello daziario, luogo di intervento, si trova al confine tra l’ambiente sonoro hi-fi di Parco Sempione e quello lo-fi dei viali e delle strade adiacenti.
In maniera simmetrica, i suoni delle due aree vengono trasportati e amplificati per mezzo di una struttura di tubi che si protende dalle fonti sonore verso il Casello. Si crea così un percorso libero ed aperto, il visitatore è invitato a esplorare e ascoltare i differenti soundscapes hi-fi e lo-fi, camminare e scoprire da dove proviene il suono e soffermarsi dove viene riprodotto.

La composizione, che nasce nell’unione delle differenti fonti sonore è in continuo mutamento, interattiva rispetto a ciò che la circonda.
La struttura stessa che prende forma nell’intreccio dei tubi, costituisce l’impianto audiovisivo creando un legame tra la prospettiva sonora e quella visiva.
Lastre di alluminio per riflettere e amplificare il suono si inseriscono nell’intricata struttura di tubi a completare il sistema low-fi.
Si creano superfici sfaccettate che oltre al suono specchiano l’immagine dinamica del traffico, gli elementi vengono moltiplicati all’infinito e spalmati tutt’intorno al visitatore.
La struttura aumenta la sensazione di sovrabbondanza sonora e la difficoltà nel percepire separatamente i singoli segnali.
Nell’incontro con il sistema hi-fi, pannelli fonoassorbenti in fibre naturali si sostituiscono alle lastre in alluminio e si intensificano fino a creare uno spazio isolato acusticamente.
I suoni della natura sono gli unici a intervenire, come uniche sono le fessure create nella struttura per aprire visuali nel verde del parco.
La scelta dei materiali amplifica le proprietà acustiche dei due ambienti, facendone risaltare il contrasto o creando situazioni impreviste.
Il progetto invita a un ascolto attento e induce a una riflessione sull’ecologia acustica, sul paesaggio sonoro, e sulla dimensione uditiva dell’esperienza umana, sia dal punto di vista estetico, che del benessere sociale… continua su Abitare.

Qui il link al blog del suo work in progress.

Con lo stesso progetto, Anita è tra i vincitori del concorso “Diamo casa a 10 idee creative”.